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L’omosessualità

L’omosessualità

C’è molta ricerca in corso sulla questione dell’omosessualità. Perfezioneremo questa pagina in futuro. Tenetela d’occhio!

La Scrittura condanna l’omosessualità?

Sembra che l’omosessualità sia denunciata tanto nel Vecchio quanto nel Nuovo Testamento.

Nella tradizione, l’omosessualità era definita "peccato contro la natura" ed era spesso equiparata alla "bestialità", cioè ai rapporti sessuali con animali. Per lo Stato era un crimine, di norma punito con la morte. Notate che la nostra visione rinnovata, arricchita dall’informazione , conduce ad una valutazione diversa della cosiddetta "tradizione".

Tuttavia, un attento studio dei testi ispirati rivela che gli autori delle Scritture NON si riferivano all’"omosessualità" come la intendiamo oggi.

Qual’è il pensiero della Chiesa oggi?

La visione tradizionale

Pur mitigando la condanna totale pronunciata in passato, la Congregazione Vaticana per la Dottrina continua ad opporsi ad ogni atto omosessuale in quanto "intrinsecamente disordinato" perché non mirato alla procreazione.

La dichiarazione su Alcune questioni di etica sessuale (1974) della Congregazione per la Dottrina fu un passo avanti rispetto alle precedenti affermazioni vaticane, riconoscendo che esistono:

  • ‘gli omosessuali che sono definitivamente tali per una specie di istinto innato o di costituzione patologica, giudicata incurabile’.
  • ‘nell'azione pastorale, questi omosessuali devono essere accolti con comprensione e sostenuti nella speranza di superare le loro difficoltà personali e il loro disadattamento sociale. La loro colpevolezza sarà giudicata con prudenza!’

(Paragrafo n. 8).

I documenti vaticani

Persona Humana, Dichiarazione su Alcune questioni di etica sessuale promulgata dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede (1975)

Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale della persone omosessuali, Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede (1986)
Some Considerations Concerning the Response to Legislative Proposals on the Non-Discrimination of Homosexual Persons, Declaration by the Congregation for the Doctrine of the Faith (1992)
Famiglia, Matrimonio e Unioni "Di Fatto"Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede (2000)
Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede (2003)

La visione teologica moderna

I teologi cattolici contemporanei considerano l’omosessualità una variante esistente, e valida, della sessualità umana. La sua moralità deve essere giudicata secondo gli stessi criteri con cui giudichiamo la moralità eterosessuale.

Perché questa mutata visione?

 

1. I fatti.

La ricerca sociale ha stabilito che dal 3 al 6 % della popolazione, nella maggior parte dei paesi, ha una predisposizione omosessuale innata.

Tre "cause" dell’omosessualità sono generalmente accettate oggi:

  • in alcune persone è un tratto genetico;
  • può essere il risultato di un mutamento ormonale prima della nascita, dato che gli ormoni contribuiscono alla differenziazione dei tratti maschili e femminili del feto;
  • può anche essere incentivata dalla situazione di crescita di un bambino (cioè dall’incesto o dall’abuso) e dalla sua esperienza del proprio sesso.

Ma, se Dio il Creatore ha fatto certe persone omosessuali per natura, non abbiamo il diritto di condannarle, qualunque siano le nostre idee sugli atti sessuali legittimi per le persone omosessuali.

La ricerca scientifica sulle origini dell’omosessualità


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2. La riflessione in corso.

L’omosessualità è sempre esistita, ma solo ai nostri tempi stiamo prendendo coscienza delle sue origini e implicazioni. Citiamo di seguito alcuni teologi moderni che trattano della questione.

  • “ Dio, colui che ha fatto l’intera creazione, ama e ha cura di tutte le sue creature senza eccezione. E la psicologia moderna ci dimostra che l’orientamento omosessuale è già definito intorno all’età di cinque o sei anni. La maggior parte degli psicologi concorda sul fatto che non è una questione di scelta, tanto nel caso in cui l’orientamento sia innato come credono alcuni, quanto nel caso in cui sia acquisito molto precocemente, come affermano altri. Come può, dunque, un Dio che ama tutti, violare la natura Divina e considerare "peccatori" gli omosessuali?”
    “I biblisti contemporanei indicano che l’idea di orientamento omosessuale era sconosciuta agli autori delle Sacre Scritture. Certamente questi scrittori nulla sapevano delle ricerche di Kinsey, che hanno stabilito l’esistenza di un continuum lungo il quale ognuno di noi si colloca in un determinato punto: dall’estremo dell’eterosessualità totale, attraverso la bisessualità, fino all’omosessualità esclusiva. Molti dei citatissimi "passi di condanna" nei confronti del comportamento omosessuale possono essere basati sul presupposto di avere a che fare con eterosessuali che agiscano violando la propria ‘natura’.”
    Sorella Mary Ann Ford, Teologa Pastorale
  • “Se lette in superficie, le Scritture non hanno niente di positivo da dire sul comportamento omosessuale. Tuttavia, la maggioranza dei cristiani non interpreta la Bibbia letteralmente: cerca di comprendere le Scritture nel loro contesto storico e culturale e di capire che significato abbiano per noi oggi. Questi testi furono scritti approssimativamente 2000 e più anni fa, quando non c’erano conoscenze sull’omosessualità costituzionale. Gli autori delle Scritture ritenevano che la natura di tutte le persone fosse eterosessuale, e quindi consideravano innaturale l’attività omosessuale.”
    “Adesso che sappiamo che l’omosessualità è naturale ed è un dono di Dio esattamente come l’eterosessualità, ci accorgiamo che le ingiunzioni bibliche contro gli omosessuali erano condizionate dagli atteggiamenti e credenze adottati da popoli che non avevano ancora beneficiato di secoli di conoscenza e di indagine scientifica.”
    “Non possiamo aspettarci dagli scrittori biblici, o imporre ad essi, la mentalità e la capacità di comprensione del ventesimo secolo in merito all’uguaglianza dei generi, delle razze e degli orientamenti sessuali. Dobbiamo saper distinguere tra le verità eterne che la Bibbia vuole trasmetterci e le forme e atteggiamenti culturali che vi troviamo espressi.”
  • “Dio ha creato persone che provano attrazione sentimentale e fisica verso il proprio sesso, e altre che provano attrazione verso il sesso opposto. Molte persone, se non la maggior parte, come stiamo scoprendo oggi, hanno entrambi i tipi di attrazione in gradazioni differenti. Tutti questi sentimenti sono naturali e sono considerati buoni e benedetti da Dio. Non sono un peccato La maggior parte dei cattolici studiosi di morale ritiene oggi che il comportamento omosessuale, come quello eterosessuale, sia buono e santo agli occhi di Dio quando è espressione dell’amore unico e speciale che una persona prova per un’altra. Sia l’espressione genitale omosessuale sia quella eterosessuale possono essere peccato se sono azioni di manipolazione, azioni disoneste o prive d’amore.”
    Sorella Jeannine Gramick, PhD, College of Notre Dame Maryland.
  • “Il cattolicesimo usa quattro fonti baslari a guida dei princìpi sulle questioni etiche come l’omosessualità: la Scrittura, la tradizione (i teologi, i documenti della chiesa, l’insegnamento ufficiale, ecc), la ragione e l’esperienza umana. Tutte queste fonti sono usate in connessione tra loro. La Scrittura è la prima e fondamentale fonte cattolica autorevole, ma non è la sola, e la testimonianza biblica è presa sul serio ma non alla lettera. Un singolo testo scritturale deve essere inteso nel più ampio contesto del suo linguaggio e della sua cultura di origine, dei vari livelli di significato; e l’applicazione dei testi alle realtà contemporanee deve esser fatta alla luce del ruolo guida che la comunità e i suoi capi ufficiali svolgono nell’offrire interpretazioni autorevoli. Tanto le Scritture ebraiche quanto quelle cristiano parlano negativamente di certe forme di comportamento (e non di amore) omosessuale (generalmente maschile), specie quando associato a idolatria, lussuria, violenza, degradazione, prostituzione, ecc. Se la Scrittura condanni in assoluto ogni forma di espressione omosessuale in sé e per sé per ogni tempo, luogo e individuo, è argomento di serio dibattito teologico e biblico.”
  • “Non credo che Dio consideri l’omosessualità un "peccato" se omosessualità significa identità psicosessuale delle persone lesbiche o gay, che, come sappiamo dagli studi scientifici contemporanei, rientra nei limiti di un sano sviluppo psicologico e che per alcuni sembra essere altrettanto naturale quanto per altri l’eterosessualità. Se omosessualità significa intimo legame emotivo in relazioni d’amore e amicizia con persone dello steso genere, credo che, dal momento che Dio è amore, dov’è c’è vero amore, Dio è presente.”
  • “Dove Dio è presente, non può esserci peccato. Se l’omosessualità significa espressione erotica di piacere e unione fisica con persone dello stesso sesso, nell’omosessualità la possibilità del peccato individuale esiste - come nell’eterosessualità – in dipendenza dall’interazione di tre fattori: 1) il comportamento fisico in sé e il suo significato per la persona, 2) i motivi e le intenzioni personali dell’individuo che agisce, e 3) le conseguenze individuali e sociali del comportamento. Per molte persone è peccato un comportamento sessuale di sfruttamento e manipolazione, coercitivo, disonesto, egoista o distruttivo della personalità umana; per tutti "peccato" significa azione volontaria contraria alle proprie profonde convinzioni morali o etiche, sia che queste provengano da una religione organizzata, sia che appartengano ad un sistema di valori elaborato personalmente.”
  • “Espressioni omosessuali di amore responsabile e fedele in una relazione concordata tra due persone autenticamente omosessuali non votate al celibato non sono cosa contemplata nelle Scritture. Se questa forma di omosessualità violi i principi biblici o antropologici sulla sessualità e sulla personalità – specialmente alla luce delle attuali conoscenze scientifiche e dell’attuale esperienza umana sull’orientamento omosessuale - è una questione cruciale che le chiese e i gruppi religiosi devono affrontare oggi.”
    Padre C Robert Nugent , co-curatoe di The Vatican and Homosexuality, ha conseguito lauree presso il St Charles College e il St Charles Theologate, una laurea in biblioteconomia all’Università di Villanova e Master di Teologia Sacra alla Scuola di Teologia della Yale University.

 

 

Conclusioni

  • I testi biblici sono stati fraintesi, perché si è presunto che implicassero norme imposte per ogni tempo, al di là dello scopo intenzionale dei loro autori.
  • Nonostante il fatto che la Chiesa ufficiale difenda la visione tradizionale, la condanna totale dell’omosessualità è stata oggi abbandonata dalla maggior parte dei teologi e dei capi pastorali.
  • E’ iniziata una nuova pratica pastorale, in cui gli omosessuali sono aiutati ad accettare la propria sessualità e uno stile di vita che renda giustizia tanto alla loro fede cristiana quanto al loro orientamento omosessuale.

John Wijngaards

Tradotto da Serenella Bischi

Nuova attenzione alla morale sessuale cattolica
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