Controllo delle nascite

Il controllo artificiale delle nascite

Da quando papa Paolo VI pubblicò l’Humanae Vitae nel 1967, la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica è che il controllo artificiale delle nascite va contro la legge naturale ed è intrinsecamente un male.

Nel 1987 Giovanni Paolo II ribadì che “questo insegnamento della Chiesa è stato scritto dalla mano creatrice di Dio nella natura della persona umana”. Mettere in discussione la dottrina – egli disse – è “come rifiutare a Dio stesso l’obbedienza della nostra intelligenza.”

 

1. La quasi totalità dei teologi cattolici adesso rifiuta la posizione del Vaticano, perché l’atto del matrimonio ha più scopi che non la sola procreazione.

Leggi qui una buona formulazione delle motivazioni all’uso dei contraccettivi, basate sulla pratica pastorale.

Se posso permettermi un’osservazione personale . . .
Humanae Vitae di Paolo VI uscì, io insegnavo in India. Il dettato papale colpì in particolar modo molte delle persone più povere nei paesi in via di sviluppo, come l’India. Come teologo, espressi pubblicamente il mio disaccordo già nel 1972/1973 . Sostenni che i cattolici dovevano sentirsi liberi di seguire la propria coscienza. Era una risposta che scaturiva in parallelo a quelle di teologi, sacerdoti e laici di tutto il mondo.

2. La posizione del Vaticano è adesso respinta, nel mondo occidentale, dalla larga maggioranza dei cattolici praticanti.

  • Negli USA, il 73% dei cattolici ritiene che si possa essere buoni cattolici anche usando i contraccettivi. Il 61% crede che la Chiesa non dovrebbe interferire su questo argomento: dovrebbe essere rimesso alla coscienza di ciascuno. Persino tra coloro che frequentano regolarmente la messa, solo il 21% dice che su questa materia devono deliberare i capi della Chiesa, mentre quasi la metà (il 45%) la considera un problema di coscienza individuale.
  • In Australia, solo il 2% degli studenti accetta l’insegnamento della Chiesa sulla contraccezione artificiale; l’89% afferma che è una questione attinente il privato della coppia.

Se l’insegnamento della Chiesa sul controllo delle nascite è quasi universalmente ignorato dai laici nei paesi sviluppati, la domanda importante è: perché?

La posizione di Roma viene rifiutata per mancanza di autodisciplina, per puro comodo, per degenerazione morale? Sebbene questi fattori possano sempre giocare un ruolo, l’elemento decisivo è il fatto che le persone hanno cominciato a ragionare con la propria testa. Esse giudicano le cose in maniera diversa dal papa e basano le loro decisioni sulla propria coscienza, piuttosto che sulla guida del papa. Questo può essere provato in due modi.

 

  1. I cattolici dissentono dall’insegnamento di Roma anche su altre questioni di etica sessuale, ma con sfumature diverse. Per attenerci alle statistiche USA, due terzi dei cattolici ammettono un secondo matrimonio senza l’annullamento del primo, o un matrimonio non ratificato della Chiesa. Ma, sul complesso tema dell’aborto, le opinioni sono più divise. Il 53% dichiara che si può essere buoni cattolici anche praticando l’aborto. La stessa percentuale concorda sulla legalizzazione dell’aborto in tutti i casi, il 33% solo in rare circostanze. Il 41% crede che l’aborto possa essere spesso una scelta moralmente accettabile, il 41% crede che possa esserlo raramente, il 13% crede che non lo sia mai. In altre parole, la gente riflette sui problemi e cerca di decidere attenendosi al merito delle questioni. Tuttavia, su tutti questi argomenti di etica sessuale, incluso l’aborto, non più del 20% dei cattolici ritiene che sia la gerarchia ecclesiastica a dover avere l’ultima parola su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
  2. 2. La stessa cosa risulta chiara da un’ampia documentazione di testimonianze personali. Queste persone hanno ragione a respingere la posizione ufficiale della Chiesa:
  • “Penso che la mentalità della Chiesa sia assolutamente ridicola, specialmente l’idea che i contraccettivi siano peccato . . . Negli anni ‘90 l’AIDS e le gravidanze indesiderate sono molto comuni. Le persone a cui viene insegnato che la contraccezione è peccato hanno maggiori probabilità di contrarre una malattia.” (studente)
  • L’“Humanae Vitae è un bellissimo documento, eccetto che per le poche pagine sulla contraccezione artificiale, che non hanno senso. Il resto è bellissimo. Quasi perfetto. La Chiesa insegna cose bellissime sul sesso e sul matrimonio, e io le utilizzo moltissimo nella mia vita. E sono molto utili quando cerco di spiegare il sesso ai miei figli. Ma poi negano tutto quello che stanno dicendo, quando aggiungono: ‘Ma ancora crediamo che gli uomini e le donne non debbano praticare la contraccezione artificiale’. E io replico, ‘Ma se avete appena impiegato 20 pagine proprio per spiegarmi perché dovrei!’ ” (madre di due bambini)

Il sociologo Andrew Greeley sostiene che, dopo l’Enciclica Humanae Vitae, il Vaticano ha perso la propria credibilità come maestro di etica sessuale. “Molti hanno lasciato la Chiesa. Nessuno la prende più sul serio in materia di sesso, neanche i suoi stessi membri, nemmeno quelli più devoti.” Con le sue vedute rigide e conservatrici, Roma si è minata la sua stessa credibilità.

John Wijngaards

Tradotto da Serenella Bischi